TRADITIONEM, E’ TEMPO DI TRASMETTERE

in collaborazione con

ECOMUSEO TERRITORI Genti e Memorie tra Carso e Isonzo

 Parrocchia di San Marco – Isola Morosini

Pro Loco di San Canzian d’Isonzo

 

Tradizione dal latino traditiònem deriv. da tràdere = consegnare, trasmettere. La tradizione è l’insieme degli usi e costumi, e dei valori collegati che ogni generazione  trasmette alle generazioni successive.

Sull’uso delle erbe e dei fiori in cucina e medicina si è scritto e parlato molto, le tradizioni delle herbere, dei guaritori, i ricettari delle famiglie nobili ci riportano i segreti per realizzare pietanze dolci e salate del tempo.

Ma la tradizione ci parla anche di raccolta per decorare casa, per proteggerla, per attirare la prosperità e la buona salute, per allontanare le cose cattive.

E di questo non si sa molto!

Perchè le donne raccoglievano determinate erbe? quali erano le caratteristiche? perchè per realizzare un manufatto le mani si muovevano in senso orario e non al contrario?  Perchè la forma della cornucopia veniva realizzata in autunno e non in altri momenti dell’anno?

Molte delle feste più importanti in tutte le religioni e di tutte le culture sono essenzialmente basate sul calendario, cioè  sono impostate ad esempio sui cambiamenti delle stagioni, sul ciclo del sole e della luna, sulla luce e sul buio, sulla trasformazione del paesaggio naturale.

Per i popoli antichi, strettamente collegati alla natura che diventava per loro fonte principale di sopravvivenza (pastorizia, agricoltura, pesca, cacciagione), il concetto di luce-ritorno della luce-della vita e di buio-mancanca di luce-introspezione erano momenti dedicati a feste e ricorrenze di carattere rituale e propiziatorio.

Ecco quindi:

–  la festa dell’equinozio di primavera, che per i Celti era la festa della rigenerazione o luce primaverile e che si fonderà con le antiche feste germaniche legate ad Ostara, oggi Ostern che chiamata in inglese Easter diventa la nostra Pasqua

– del solstizio d’estate, giorno considerato sacro nelle tradizioni precristiane,  ancora oggi viene celebrato dalla religiosità popolare con una festa che cade qualche giorno dopo il solstizio, il 24 giugno, quando nel calendario liturgico della Chiesa latina si ricorda la natività di San Giovanni Battista.

E nella festa di San Giovanni convergono i riti indoeuropei e celtici esaltanti i poteri della luce e del fuoco, delle acque e della terra feconda di erbe, di messi e di fiori.

–  dell’equinozio d’autunno, nel tempo antico questo era un momento per fare il bilancio della stagione, si raccoglievano “i frutti del lavoro estivo”  e si preparava la scorta in previsione dell’arrivo della stagione fredda: una tradizione di buon auspicio consisteva nel  riempire delle grandi ceste con i prodotti raccolti e banchettare per ringraziare gli dei dell’abbondanza ricevuta. Era il tempo dedicato a Mabon

–  Ognissanti anticamente era Samhain-capodanno celtico, che corrisponde all’attuale 31 ottobre: indicava l’ingresso nella parte oscura dell’anno, ovvero l’autunno-inverno, il ricovero del bestiame e del raccolto, un tempo di pausa, di freddo. La chiusura di un cerchio, il seme  che riposa nella terra in attesa del segnale della rinascita

– Avvento, Adventus, nel linguaggio religioso del paganesimo era la venuta periodica di Dio e la sua presenza nel Tempio. Nella nostra religione è il tempo dell’attesa, della venuta e coincide con l’inizio del nuovo anno liturgico: è il tempo di preparazione al Natale

Ad ogni ricorrenza anticamente venivano associati degli elementi vegetali (fiori, fogliame,rami, frutta….) che intrecciati e composti davano vita ad un oggetto che veniva inserito nelle abitazioni.

Sono oggetti che fanno parte delle tradizioni popolari/agricole della nostra terra:

– la composizione realizzata con l’intreccio di rami, fiori e uova sode tipica della Pasqua

– il mazzo di San Giovanni con le erbe estive

– la cornucopia con noci e bacche per l’equinozio d’autunno

– il cerchio di foglie, lana, e frutta secca per Ognissanti

– il centrotavola dell’avvento con candele ed altri elementi che accompagnano nel tempo di attesa

 

Il progetto “Traditionem, è tempo di trasmettere” è un contenitore di tradizioni sulla cultura dei

fiori, sull’arte del comporre.

Cinque seminari teorico-pratici in cinque momenti dell’anno:

–  giovedì santo (18 aprile 2019)

– 23 giugno

– 23 settembre

– 31 ottobre

– 1° domenica di avvento (1 dicembre 2019)

 

Di seguito il programma e le immagini del 23 giugno. Il programma del laboratorio dell’equinozio d’autunno verrà pubblicato dopo il 15 agosto. 

 

IL SOLSTIZIO D’ESTATE ED IL MAZZO DI SAN GIOVANNI

 

La notte tra il 23 e il 24 giugno, la più breve dell’anno,  è sempre stata considerata magica e ricca di mistero.

Il termine solstizio deriva dal latino solstitium che significa sole+fermarsi: gli antichi infatti erano convinti che in questo periodo il sole si fermasse, sorgendo e tramontando sempre nello stesso punto, fino al 24 giugno, giorno in cui cambiava direzione e tornava indietro!

Nel solstizio d’estate il sole, simbolo del fuoco, entra nel segno del cancro simbolo d’acqua dominato dalla luna.

Secondo un’antica leggenda si pensava che in questo giorno il sole si fermasse per sposarsi con la luna: acqua e fuoco, pertanto sono sempre stati elementi della simbologia solstiziale che si ritrova spesso nelle tradizioni e credenze popolari anche della nostra Regione, le cui osservazioni si basavano sull’osservazione dei corpi celesti.

Numerosi erano i riti propiziatori per festeggiare l’evento, fra questi il mazzolino di erbe che, legato con una cordicella , veniva poi appeso in casa ed era un potente amuleto contro le negatività!

Erbe che cambiavano in base alle zone, più montuose o più marine, della nostra terra come ad esempio l’iperico, la lavanda, il rosmarino, la salvia…….

DOMENICA 23 giugno:

  • ripercorreremo la tradizione della nostra terra con il laboratorio d’arte floreale sul mazzo di san giovanni
  • programma:
  • ritrovo in sede alle ore 6.30 per la raccolta guidata delle erbe con breve spiegazione della simbologia e dell’energia terapeutica
  • ore 7.30 mini pausa con caffè, brioches e momento di condivisione delle conoscenze e delle tradizioni
  • ore 8.30 in laboratorio per la realizzazione del mazzo di erbe
  • ore  9.00/9.15 tutti nella vicina Chiesa di San Marco per la benedizione dei mazzi
  • ai partecipanti è richiesto gentilmente di presentarsi muniti di cesoia, forbici e….tanto entusiasmo!!!
  • ISCRIZIONI ENTRO IL 21 giugno

CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE: EURO 20,00

 

                    

 

                 

 

 

Per partecipare alle attività della nostra associazione è necessario essere associati, la quota di iscrizione per l’anno 2019 è di Euro 10,00

PER INFO ED ISCRIZIONI:

Segreteria:

info@scuolafioristifvg.it

cell 349-2293984